Mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva

L’intervento di MASTOPLASTICA ADDITIVA consiste nell’aumento di volume del seno mediante l’uso di protesi mammarie.

E’ indicato in pazienti che presentano un seno non sviluppato o poco sviluppato, leggermente cadente,  malformato (es. tuberoso) o asimmetrico. Per sottoporsi all’intervento, bisogna attendere la maggiore età, almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento e dal raggiungimento di un peso corporeo stabile. Lo scopo e il risultato dell’intervento sono migliorativi.
Le vie di accesso e la conseguente sede della cicatrice possono essere il solco sottomammario, la metà inferiore del bordo dell’areola o il cavo ascellare (Fig.1). Normalmente i punti vengono rimossi dopo 7-10 giorni.

La protesi può essere collocata in sede retroghiandolare, sottofasciale, sottomuscolare o dual plane ossia ricoperta dal muscolo per i 2/3 superiori e dalla ghiandola per 1/3 inferiore (Fig.2).

La forma delle protesi può essere tonda o anatomica cioè a goccia ossia più piatta al polo superiore, o ergonomica con base tonda e profilo anatomico (Fig.3).

Le protesi possono essere interamente di silicone oppure internamente di silicone rivestite all’esterno di uno strato di poliuretano.

A seconda delle abitudini del chirurgo, potranno essere posizionati dei drenaggi, uno per ciascun lato, che servono ad aspirare all’esterno i liquidi (ematico-rosso e sieroso-giallo) che fisiologicamente si formano dopo qualsiasi intervnto chirurgico. Tali tubicini saranno rimossi senza dolore dopo 2-3 giorni e lasceranno una piccolissima cicatrice lateralmente al seno.

Disegni, misurazioni e foto si eseguono prima dell'anestesia, con la paziente in piedi. Tali disegni sono una parte essenziale dell' intervento, poiché rappresentano una necessaria guida per le incisioni e lo scollamento durante l'operazione quando la paziente sarà sdraiata.

Se l'intervento è stato eseguito, come avviene di solito, in anestesia generale, sarà necessario riposare in clinica fino al giorno seguente. La mattina successiva all'intervento, la paziente potrà alzarsi dal letto ed andare via accompagnata. Se l'intervento è stato eseguito in sedazione cosciente, la paziente accompagnata potrà tornare a casa in giornata seguendo scrupolosamente le indicazioni prescritte del chirurgo.

Dopo l’intervento sarà necessario indossare un reggiseno elastocompressivo per 30-60 gg,

dormire pancia all’aria e non sui lati con le braccia lungo il corpo per 30 giorni. Una doccia tiepida e rapida potrà avvenire all’incirca dopo 10 giorni, una guida cauta dell’auto e un’attività sessuale senza traumi dopo 15 giorni. L’attività sportiva potrà essere ripresa in maniera lenta e graduale dopo 40-60 giorni. Il ritorno all’attività lavorativa dipende dalla tipologia di lavoro svolto.

 Il tipo di protesi e di anestesia, la sede dell’impianto, l’uso dei drenaggi, la durata della degenza, il numero di medicazioni, l’epoca della rimozione di punti ed il ritorno alla vita regolare dipendono dal singolo caso clinico e dalla tecnica chirurgica impiegata.

Ad oggi la presenza delle protesi non interferisce con l’allattamento che dipende dalla tecnica chirurgica e non dalla protesi infatti esso è compromesso in caso di seno tuberoso, di mastopessi o mastoplastica riduttiva per il rimodellamento ghiandolare necessario per la correzione del problema; non interferisce con le indagini di screening e diagnostiche per il tumore al seno.

PRIMA DELL’INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA

* Informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci (soprattutto cortisonici, contraccettivi, antipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti, ecc.). La pillola anticoncezionale va sospesa 30 gg prima dell’intervento.

* Sospendere 5 giorni prima dell’intervento l’assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc).
* Eliminare o ridurre il fumo almeno 20-30 giorni prima dell’intervento. Il fumo favorisce il sanguinamento, rallenta la guarigione e compromette la cicatrizzazione.
* Segnalare immediatamente l’insorgenza di raffreddore, mal di gola, tosse, malattie della pelle.

* Comprare Arnica: 3cpr/die 1 settimana prima dell’intervento.
* Procurarsi un reggiseno in tessuto elastico ginnico di color bianco con bretelle regolabili e chiusura anteriore.
* Organizzare, per il periodo post-operatorio, la presenza di un accompagnatore/trice.

ALLA VIGILIA DELL’INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA

* Praticare un accurato bagno di pulizia completo con detergente antisettico disinfettante (a base di clorexidina); rimuovere lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi, depilare le ascelle.
* Non assumere cibi né bevande, a partire da 8 ore prima dell’orario fissato per l’intervento.

IL GIORNO DELL’INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA

* Mantenere rigorosamente il digiuno (cibi e bevande), portare un pigiama apribile sul davanti con maniche molto comode larghe o mezza manica,  indossare intimo di cotone, non indossare corpi metallici (anelli, catenine, orecchini, piercing, etc), non truccare gli occhi.

Rimuovere eventuali lenti a contatto, protesi dentarie mobili e piercing.

 Portare le analisi, il consenso informato compilato e firmato su ogni pagina, documenti personali.

DOPO L’INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA

* Alla dimissione farsi accompagnare a casa in automobile da un accompagnatore.

* E’ possibile praticare una doccia di pulizia solo dopo la rimozione dei punti (7-10 giorni).

* Non guidare l’automobile fino alla rimozione dei punti.
* Non utilizzare i muscoli pettorali: non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto, non sollevare  pesi, non compiere ampi movimenti con le braccia per 15 gg.
* Per almeno 15 giorni non fumare, evitare forti colpi di tosse e quindi possibili sanguinamenti.

* Dormire in posizione supina (pancia in su) fino alla rimozione dei punti e guarigione delle ferite, con le braccia lungo il corpo.
* E’ consentita una cauta ripresa della attività sessuale non prima di 15 giorni (dopo la rimozione dei punti e guarigione della ferita).
* Eventuali attività sportive possono essere riprese dopo 40 giorni.
* Per almeno 1 mese evitare l’esposizione diretta al sole o al calore intenso (es. sauna, lampada UVA, camino, stufe).

* Continuare Arnica 3cpr/die fino alla scomparsa del gonfiore.

* Eseguire la terapia medica domiciliare ricevuta all’atto delle dimissioni: gastroprotettore; antibiotico; paracetamolo al bisogno. Praticare la prevenzione antirigetto dopo 30 gg dall’intervento per 1 mese con montelukast 10 mg

* Rispettare i controlli post-operatori: 3gg, 10 gg, 30 gg, 3 mesi, 6 mesi, ogni anno con ecografia

Al minimo dubbio di un andamento anormale del periodo postoperatorio o per qualsiasi altro problema inerente l’intervento, consultate senza esitazione il Vostro Chirurgo.

MASTOPLASTICA ADDITIVA: COMPLICANZE

Come per ogni intervento chirurgico, anche per quelli con finalità estetiche si possono verificare complicanze generiche: raccolte ematiche superficiali (ecchimosi-lividi) e profonde (ematomi), sierose (sieromi), infezioni che possono comportare un prolungamento del terapia medica e del numero di controlli post-operatori, un ritardo di guarigione delle ferite fino alla deiscenza (apertura della ferita) ed eccezionalmente la rimozione delle protesi.

Generalmente, le sopradette complicanze sono transitorie, risolvibili e rispondono bene ad un trattamento adeguato. L’insorgenza di una di queste complicanze aumenta il rischio di contrattura.

Le protesi sono un corpo estraneo dalle quali il nostro organismo si difende formando intorno ad esse una sottile e morbida pellicola detta capsula periprotesica. Tuttavia, in una scarsa percentuale di casi (10% circa), l’impianto protesico può andare incontro ad un ispessimento ed indurimento (contrattura) della capsula che lo circonda. La contrattura capsulare (in gergo rigetto) è  un processo infiammatorio epuò essere asintomatica nelle forme lievi, causare un leggero fastidio nelle forme intermedie fino ad alterare la forma del seno che diventa duro e immobile con dislocazione della protesi e comparsa di dolore nelle forme gravi (IV grado di Becker). Per prevenire l’insorgenza di questa problematica, dopo l’intervento bisognerà assumere il Montelukast (Singulair 10 mg cpr - 1cpr x 2/ die per 1-2 mesi). Questo farmaco è di routine utilizzato per l’asma, ma studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia nel prevenire e ridurre il grado di contrattura. Qualora si verificasse la contrattura capsulare grave di IV grado, si renderà necessario un secondo intervento chirurgico per rimuovere le protesi ed asportare la capsula (capsulectomia) restando senza protesi per 6 mesi per poi valutare l’inserimento di protesi in silicone oppure l’inserimento di un altro tipo di protesi in poliuretano.

Altra complicanza legata all’impianto è la rotazione della protesi. Nel caso di inserimento di protesi di forma rotonda, la rotazione non comporta alterazioni del profilo e dell’aspetto del seno. Al contrario, se vengono inserite protesi di forma anatomica (a goccia), qualora ruotassero, la forma della mammella sarà alterata e deformata. In tale evenienza, è possibile riposizionare correttamente la protesi manualmente o sottoponendosi ad un ulteriore intervento chirurgico.

Altro rischio è il late sieroma ossia un sieroma tardivo che consiste nella formazione di liquido a distanza di mesi o anni dall’intervento con aumento di volume di una o entrambe le mammelle. Seppur raro, è riportato in letteratura anche il rischio di un ematoma tardivo.

L’atto chirurgico prevede una cicatrice che per i primi mesi è rossa, ma con il passare del tempo (6-12 mesi) diventerà poco visibile. Talvolta, si può formare una cicatrice patologica ipertrofica o cheloidea (rossa, rilevata, dura e dolente) o ipotrofica (slargata, infossata, sottile). La cicatrizzazione non dipende dall’atto chirurgico, bensì dalla predisposizione genetica di ogni individuo.

L’incisione cutanea comporta oltre alla cicatrice visibile sulla pelle, l’interruzione dei nervi sottostanti. Ciò può determinare un’alterazione della sensibilità (un aumento o una riduzione) per i primi mesi che può anche diventare permanente: perdita di sensibilità, sensazione di scosse elettriche.

In pazienti magre, a causa di dimagramenti o gravidanze dopo l’intervento, si potranno apprezzare alla palpazione e/o all’ispezione delle ondulazioni sul seno (wrinkling o rippling) dovute all'assottigliamento del tessuto di copertura che corrispondono alle pieghe naturali delle protesi. Lo scarso tessuto di copertura potrà comportare la possibilità di palpare il bordo ed il polo inferiore della protesi, soprattutto a livello del solco sottomammario.

Il volume delle protesi resta immutato negli anni, ma il seno cambia nel tempo in termini di: 1) posizione perché segue i cambiamenti della cute con una fisiologica discesa consequenziale all’invecchiamento cutaneo; 2) forma e volume perché dipendenti dalla componente adiposa e dal parenchima ghiandolare che   variano con sbalzi ponderali, con  la gravidanza, l’allattamento e la menopausa; 3) le donne che assumono anticoncezionali orali soffrono ritenzione idrica generalizzata, seno compreso. Pertanto, con la loro interruzione il profilo del seno può cambiare perché si perde la quota idrica.

L’intervento avendo un fine estetico migliorerà l’aspetto del seno, ma non annullerà le asimmetrie di forma, volume e posizione. Mammelle identiche non esistono in natura, quindi l’asimmetria può residuare soprattutto se pre-esistente e sostenuta da asimmetrie scheletriche sottostanti.

Di recente sono stati riscontrati casi di linfoma a grandi cellule in pazienti portatrici di protesi macrotesturizzate. Il Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL dall'inglese Anaplastic Large Cell Lymphoma) è una rara forma di Linfoma non-Hodgkin (NHL) che si sviluppa a carico dei linfociti T del sistema immunitario. Nel 2011 la Food and Drug Administration(FDA) ha rilevato un numero anomalo di casi di ALCL in pazienti portatrici di protesi mammarie per fini ricostruttivi ed estetici, anomalia derivata dal fatto che l’ALCL, benchè possa svilupparsi in qualsiasi parte del corpo, per la prima volta si manifestava in corrispondenza del tessuto mammario periprotesico. La comparsa di un sieroma freddo tardivo periprotesico sembra essere il sintomo clinico piu frequente con cui la malattia si manifesta associato o meno alla presenza di noduli periprotesici. La diagnosi può essere eseguita con esame immunocitologico del siero prelevato sotto guida ecografica e/o mediante l’esame istologico del tessuto periprotesico espiantato. La prognosi sembra essere favorevole quando la malattia è localizzata al tessuto pericapsulare, con guarigione dopo la sola rimozione delle protesi e capsulectomia totale. L’interessamento linfonodale e/o la presenza di metastasi sono condizioni cliniche che richiedono l’impostazione di una terapia sistemica. In Italia, il Ministero della Saluto rassicura di non rimuovere le protesi impiantate ma raccomanda controlli clinici periodici delle pazienti portatrici di protesi. Attualmente, a fronte di oltre 10 milioni di protesi mammarie impiantate, il numero di casi di BIA-ALCL resta estremamente basso e non offre dati statisticamente significativi che possano mettere in correlazione l’impianto con l’insorgenza di questa nuova patologia. La mancata significatività dell’esiguo numero di casi riportati in letteratura scientifica, non può tuttavia esimere dal continuare a studiare questa patologia al fine di stabilire con maggiore precisione le cause, aspetti clinici, decorso,  trattamento, prognosi e la frequenza.

Resta fondamentale affidarsi ad un chirurgo plastico specialista, che operi in una struttura adeguata, con un curriculum verificabile e che garantisca l’uso di protesi con marchio FDA e/o CE.