Rinoplastica

Rinoplastica

STORIA

Il termine “rinoplastica” comprende tutti i procedimenti chirurgici che hanno come scopo la correzione di qualsiasi anomalia estetica e funzionale del naso. Si tratta di uno degli interventi più antichi della storia della chirurgia. Le prime rinoplastiche infatti risalgono all’epoca dell’antico Egitto per fini ricostruttivi. E’ però con l’italiano Gasparo Tagliacozzi (XVI secolo), professore di anatomia umana presso l’università di Bologna, che vengono descritte le prime tecniche di ricostruzione nasale con lembi per ricostruire difetti post-traumatici della regione nasale.

Nel XX secolo i pionieri della rinoplastica sono stati vari, iniziando dal tedesco Joseph, passando poi per gli americani Sheen e la scuola di Dallas che ha divulgato i principi delle tecniche moderne di rinoplastica aperta.

RINOPLASTICA: QUANDO E PERCHè

Le problematiche più comuni per le quali un paziente richiede un intervento di chirurgia nasale  sono:

-Ipertrofia (aumento delle dimensioni) della piramide nasale con presenza di gibbo, più comunemente chiamato “Gobba” o “gobbetta”

-Deviazione della piramide dalla linea mediana, associata sempre a deviazioni del setto nasale di tipo anteriore e posteriore

-Alterazioni morfologiche della punta nasale, che può risultare ipertrofica, deviata o cadente. 

In taluni casi, ad esempio nei pazienti affetti da malformazioni congenite come la labiosichisi, possono presentarsi asimmetrie gravi delle narici con o senza iposviluppo della columella.

-Alterazioni che possono determinare vere e proprie ostruzioni respiratorie dovute ad alterazioni anatomiche delle cavità nasali: ipertrofia dei turbinati, latero-deviazione del setto e conca bullosa. Quest’ultima è una malformazione  del turbinato medio che risulta pneumatizzato, ovvero contenente una cavità con all’interno aria. Spesso misconosciuta e sottovalutata, si può associare a cefalee ricorrenti oltre che a difficoltà respiratorie a livello della narice interessata

-Correzione chirurgica esiti di pregresso intervento di rinoplastica. Con tecniche ricostruttive moderne, che prevedono spesso il prelievo di cartilagine autologa da altri distretti anatomici, è possibile ripristinare la normale anatomia nasale. Si parla in questo caso di rinoplastica secondaria

La corretta terminologia per ogni intervento chirurgico di questo tipo dovrebbe essere “rinosettoplastica” poiché nella stragrande maggioranza dei casi, e soprattutto quando si va a modificare la piramide nasale, si agisce anche sul setto modificandone forma, altezza e posizione ove necessario. Il setto nasale, costituito da una componente di cartilagine (cartilagine quadrangolare) e da una componente ossea, formata dalla giunzione del vomere con la lamina perpendicolare dell’osso etmoide, può essere definito come il “timone” del naso. Influisce, infatti, in maniera preponderante sulla posizione della piramide nasale e sulla sua funzionalità.

Come per ogni intervento di chirurgia plastica estetica, è necessaria una visita con lo specialista che sarà in grado di chiarire ogni dubbio al paziente. La visita preoperatoria, infatti, dà l’opportunità al paziente di conoscere le tecniche chirurgiche più appropriate per il trattamento della singola problematica. E’ possibile, inoltre, richiedere una simulazione di quello che potrebbe essere il cambiamento estetico del naso. A questo proposito si utilizzano software più o meno complessi. E’ necessario comprendere che con la simulazione, il chirurgo ha un’idea delle aspettative del paziente e che il risultato finale di una rinoplastica difficilmente è esattamente sovrapponibile a quello della simulazione. 

Il naso è un “organo” complesso. In esso vi sono diverse componenti anatomiche: cute, grasso sottocutaneo, tessuto muscolare, oltre che tessuto cartilagineo ed osseo. E’ chiaro che il processo di guarigione post-chirurgico è altamente variabile, dipendendo da fattori sia contingenti che genetici.

TECNICHE CHIRURGICHE

Esistono due tipi di tecniche chirurgiche utilizzate in rinoplastica.

TECNICA CHIUSA (CLOSED): la chirurgia si svolge interamente attraverso incisioni endonasali.

TECNICA APERTA (OPEN): viene utilizzata una piccola incisione a livello columellare per esporre e modellare le strutture nasali.

La preferenza della tecnica dipende dall’esperienza e dalla formazione del singolo chirurgo. La rinoplastica aperta si rende talvolta necessaria in caso di chirurgia secondaria. L’ampia esposizione anatomiche consente infatti di visualizzare e correggere al meglio le anomalie ossee e cartilaginee.

Negli ultimi anni si è sviluppato inoltre l’utilizzo della piezochirurgia. Con strumenti ad ultrasuoni, è possibile modellare le ossa nasali in maniera più precisa e meno traumatica. Si tratta sempre e comunque di un intervento di rinoplastica tradizionale, con la sola eccezione che il tempo chirurgico del rimodellamento della volta nasale viene effettuato con il bisturi ad ultrasuoni piuttosto che con i classici osteotomi.

ANESTESIA E RECUPERO POSTOPERATORIO

Le metodiche anestesiologiche dipendono dal tipo di chirurgia e dalle preferenze del anestesista-rianimatore che svolge un ruolo chiave nell’equipe operatoria. Con le dovute eccezioni, se in caso di piccole revisioni della punta e della piramide l’anestesia locale con sedazione profonda è consigliabile, nelle rinosettoplastiche più complesse l’anestesia generale con l’impiego dell’intubazione oro-tracheale risulta essere la metodica più sicura per il paziente grazie alla protezione costante delle vie aeree.

Alla fine dell’intervento, al paziente vengono applicati dei cerotti insieme ad una protezione (splint nasale) che devono essere mantenute per un periodo di 7-10 giorni, al termine dei quali i cerotti vengono cambiati e tenuti per un’altra settimana. I cerotti hanno la funzione di contenere il gonfiore postoperatorio (edema), inevitabile dopo qualsiasi intervento chirurgico. Nello specifico, il gonfiore a livello del naso può durare e persistere molti mesi fino ad un anno e mezzo circa dopo l’intervento, tempo necessario affinché il naso assuma il suo aspetto definitivo.

L’utilizzo dei tamponi nasale dipende anch’esso dalle preferenze del singolo chirurgo oltre che dalla contingenza. il loro utilizzo, infatti, si rende talora necessario nel caso di grosse correzioni del setto.

COMPLICANZE

Come tutti gli interventi di chirurgia plastica estetica, la rinoplastica non è scevra di complicanze. Abbiamo già parlato della complessità del processo di giarigione che può determinare  asimmetrie persistenti, formazione di irregolarità a livello osseo con presenza di callo osseo visibile, insellatura eccessiva della piramide oltre che piccole alterazioni respiratorie persistenti. In ogni caso è necessario instaurare un’ottima relazione medico-paziente e rivolgersi sempre al proprio specialista per qualsiasi chiarimento. E’ bene ricordare che l’indice di revisione chirurgica, sia essa minima e di tipo ambulatoriale o maggiore e richiedente un ricovero, varia dal 6 al 12% secondo la letteratura scientifica internazionale.